Pesci di Sicilia

25 Giugno 2018 15:31

Di Paola Gianguzza, docente di Ecologia marina all’Università di Palemo

L’agricoltura e la pesca hanno rappresentato per secoli la maggiore risorsa per gli abitanti della nostra isola. Ce lo documentano le tante grotte in cui sono stati ritrovati resti paleolitici di molluschi e pesci o disegni e graffiti raffiguranti la pesca dei tonni, delle cernie, delle spigole, sogliole e murene. Quando in Sicilia si parla di pesca l’attenzione va anzitutto ai grandi porti di Mazara del Vallo e a seguire Sciacca, Porto Empedocle, Licata e Pozzallo, che si affacciano sul mare africano; sulla sponda tirrenica fa da contraltare Porticello. In questi grossi centri lo sfruttamento del mare ha dimensioni industriali che spiegano il potere di alcune dinastie di armatori.  Negli altri siti la pesca ha dimensioni locali e nella maggior parte di essi si limita ad un’attività artigianale.  Questa è ritenuta a torto un’attività minore, unicamente perché sfugge a valutazioni precise e perché sembra un lavoro povero, che dà poco o nessun guadagno. In realtà non è così e pur non essendo un’attività molto ricca, essa riesce ancora a far sopravvivere tante famiglie.  In ogni caso nella piccola pesca tradizionale sopravvivono intatti i fondamenti della cultura materiale e dell’etnografia mediterranea: un vero e proprio bagaglio di tradizioni e cultura.  Nel   nostro   mare   è   molto   abbondante   quello   che   viene   definito   ”   il   pesce   azzurro”.   La denominazione di pesce azzurro, non si riferisce ad un gruppo scientificamente definito di specie ittiche, ma è utilizzata commercialmente per indicare alcune varietà di pesci pelagici, generalmente di piccola pezzatura, caratterizzati da una colorazione dorsale blu e ventrale argentea. Si tratta di specie come la palamita, il tombarello, le acciughe, lo sgombro, l’aguglia, l’alaccia, la sarda, l’alice e il capone, il cui costo è generalmente ridotto per la grande quantità di pescato.  Per tanti anni considerate simbolo di una cucina povera, le carni del pesce azzurro in realtà sono molto ricche di qualità nutrizionali. Sono molto digeribili grazie all’assenza di grassi saturi, e fonti importanti di omega 3 e di calcio. Il pesce azzurro è molto facile da digerire e contiene sostanze che fanno bene all’organismo come selenio, calcio, iodio, fosforo, potassio, selenio, fluoro, zinco, vitamine A e B.

Paola Gianguzza, docente di Ecologia marina all’Università di Palemo